Beni relazionali e imprese civili

Beni relazionali e imprese civili

Beni relazionali e imprese civiliL’Economia Civile introduce un concetto di beni prodotti in particolare: quello dei cosiddetti beni relazionali. Si tratta di un bene la cui utilità per il soggetto che lo consuma dipende, oltre che dalle sue caratteristiche intrinseche ed oggettive, dalle modalità di fruizione con altri soggetti.

Il bene relazionale è una tipologia di bene con determinate caratteristiche: esso, infatti, postula la conoscenza dell’identità dell’altro, in cui i soggetti coinvolti si conoscono a fondo; si tratta, inoltre, di un bene anti-rivale, il cui consumo alimenta il bene stesso, e che richiede un investimento di tempo, bensì non di mero denaro.

Pertanto, la produzione di beni relazionali non può essere lasciata all’agire del mercato in quanto non può avvenire secondo le regole di produzione dei beni privati, perché nel caso dei beni relazionali non si pone solo un problema di efficienza, ma anche di efficacia. Al contempo, essa non può avvenire nemmeno secondo le modalità di fornitura dei beni pubblici da parte dello Stato, anche se i beni relazionali hanno tratti comuni con i beni pubblici.

Per tale ragione, le nostre società hanno bisogno di soggetti di offerta che fanno della relazionalità la loro ragione di esistere: le imprese civili sono quelle espressioni della società civile che riescono ad inventarsi un assetto organizzativo capace, per un verso, di liberare la domanda dal condizionamento, a volte soffocante, dell’offerta, facendo in modo che sia la prima a dirigere la seconda, e, per l’altro verso, di culturalizzare il consumo, facendo sì che questo, entrando nella produzione, costituisca un avere per essere.

La funzione obiettivo di un’impresa civile è, allora, quella di produrre intenzionalmente, nell’ammontare più elevato possibile, esternalità sociali, che rappresentano uno dei più rilevanti fattori di accumulo di capitale sociale.